Invito al tavolo di lavoro: muoversi nello spazio pubblico

Invito al tavolo di lavoro: muoversi nello spazio pubblico

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Cartoline_solo_testo-02Come condividere lo spazio urbano e renderlo universalmente accessibile? Il tavolo coinvolge chi si occupa di socialità, spazio pubblico, accessibilità e abbattimento delle barriere architettoniche.

L’abuso dell’automobile ha portato con sé gravi conseguenze impreviste per la vita urbana ed è diventata una seria causa per i problemi ambientali, sociali ed estetici nella città, tanto che addirittura il Presidente della Ford arriva a dubitare del futuro dell’automobile, sostenendo che “non possiamo continuare ad inserire automobili nelle nostre città”.

Troppo spesso in città come le nostre si pensa che la strada sia proprietà delle automobili.

In realtà, è uno spazio urbano in cui devono convivere diverse categorie di utenti, dal pedone al ciclista, dall’automobilista al motociclista. L’effetto di questa errata convinzione è un uso della strada aggressivo soprattutto da parte degli automobilisti, con conseguenze negative sul piano della sicurezza, dell’accessibilità, della qualità ambientale ed anche dal punto di vista educativo.

I risultati e le conseguenze di tale modello di mobilità sono evidenti:

  • Nell’analisi degli incidenti stradali (solo nel 2013 si sono verificati circa 200mila incidenti con circa 4mila morti e quasi 300mila feriti, un dato elevatissimo -una vera e propria strage- che oltre a pregiudicare la vivibilità delle nostre città, provoca un costo sociale per la collettività che in Italia equivale al 2% del PIL, 30 miliardi di euro);
  • Nel crollo della qualità dello spazio pubblico e del paesaggio;
  • Nell’inaccessibilità generale della strada come spazio pubblico da parte degli utenti più deboli (bambini, anziani, diversamente abili);
  • Nella crisi del commercio locale a discapito dei centri commerciali, più facilmente e comodamente raggiungibili in automobile;
  • Nella conseguente “desertificazione” dei quartieri, delle piazze, dei centri storici;
  • Nella totale perdita di relazioni;

Le strade costituiscono l’80% dello spazio aperto accessibile nelle nostre città: abbiamo bisogno di riprendere questi spazi per le nostre comunità. Come ha sostenuto recentemente Bloomberg, ex Sindaco di NY: “Le strade delle nostre città non sono delle automobili, sono delle persone: pedoni, ciclisti e utenti dei mezzi pubblici, per noi sono importanti quanto e direi anche di più degli automobilisti”.

E’ necessario pensare alla strada urbana non solo come asse di scorrimento del traffico veicolare quanto come spazio di relazione tra una pluralità di utenti (automobilisti, pedoni, ciclisti, residenti, studenti…) e di funzioni.

Sabato 11 aprile, al tavolo di lavoro degli Stati Generali della Mobilità Nuova, «muoversi nello spazio pubblico», ci diamo l’obiettivo di ripensare la strada come spazio pubblico, quindi di lavorare su un modello di città differente:

  • Una città inclusiva e non più esclusiva perché grazie alla riduzione delle velocità è possibile eliminare le barriere create per la supposta sicurezza (CRIBA);
  • Uno spazio pubblico più bello perché disegnato attorno alla persona e non più attorno al veicolo che guida (Architetti del paesaggio – Biennale Spazio Pubblico);
  • Una strada condivisa più vivibile e “sociale” perché la riduzione delle velocità consente di offrire maggiori spazi per le relazioni (Social Street);
  • La conseguente rivitalizzazione dei quartieri, delle piazze, dei centri storici perché una strada sicura, bella e confortevole favorisce il commercio locale (Slow Food);

Ripensiamo la strada come spazio pubblico per ripensare la città!

Matteo Dondé, architetto – Rete Mobilità Nuova

Alfredo Bellini – BiciZen.it

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Segreteria organizzativa: statigeneralimobilitanuova@comune.bo.it Rete Mobilità Nuova: info@mobilitanuova.it

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